Contenuti informativi, non costituiscono raccomandazioni personalizzate né sollecitazione all’investimento.

Perché colleghiamo scenari climatici e allocazione strategica

La nostra posizione è netta: gli scenari climatici servono solo se cambiano il modo in cui pensiamo l’allocazione strategica nel tempo. Per questo ci concentriamo su come integrare percorsi di transizione, rischi fisici e vincoli regolamentari dentro le scelte di portafoglio di lungo periodo. Il nostro obiettivo è aiutare i team investimento a discutere di clima con la stessa disciplina con cui discutono di rischio di tasso o di duration, usando un linguaggio condiviso tra funzioni finanziarie, rischio e sostenibilità.

Marco Ferri

Marco Ferri

Responsabile scenari climatici e allocazione

Chi siamo e cosa facciamo

Un gruppo che unisce ricerca climatica, pratica di portafoglio e comprensione dei vincoli istituzionali.

Esperienza con investitori istituzionali

Approccio sviluppato su casi reali con investitori previdenziali, assicurativi e gestori che operano con orizzonte multi decennale.

Struttura metodologica coerente e trasparente

Utilizziamo un quadro metodologico stabile, aggiornato alle principali fonti di scenari e coerente con le richieste di vigilanza.

Focalizzazione sulle decisioni pratiche

Colleghiamo scenari, driver economici e metriche di rischio in strumenti operativi utili alle decisioni di comitato.
Partiamo da un punto semplice: scenari climatici e percorsi di transizione contano solo se entrano davvero nelle decisioni di allocazione. Il nostro gruppo nasce dall’incontro tra ricerca accademica, pratica sui portafogli istituzionali e dialogo costante con comitati investimenti. Lavoriamo per tradurre modelli complessi in scelte comprensibili, difendibili e coerenti con i vincoli regolamentari, di rischio e di mandato che caratterizzano gli investitori di lungo periodo.

Il nostro percorso sugli scenari climatici

2019

Avvio del lavoro su scenari climatici e allocazione

La nostra attività nasce dall’osservazione che molti investitori parlano di scenari climatici senza riuscire a collegarli in modo coerente alle decisioni di allocazione di lungo periodo. In questa fase iniziale abbiamo definito un quadro concettuale semplice: partire dai percorsi di transizione e dai rischi fisici più rilevanti per gli orizzonti multi decennali, collegarli ai driver macroeconomici e poi alle componenti del portafoglio. L’obiettivo era offrire ai team investimento una mappa chiara per orientarsi tra fonti, metriche e orizzonti temporali differenti.

2021

Sviluppo del processo metodologico interno

Dopo i primi confronti con fondi pensione, casse e assicurazioni, abbiamo iniziato a strutturare un metodo interno per rendere più ripetibile il collegamento tra scenari climatici e discussioni di comitato. In questa fase abbiamo testato diverse modalità di presentazione dei risultati, valutando cosa aiutava davvero il dialogo tra funzioni finanziarie, rischio e sostenibilità. Ne è nato un processo in più passaggi, dalla definizione delle ipotesi fino alla traduzione in mappe di impatto e analisi di sensibilità sul portafoglio complessivo.

2023

Integrazione con esigenze regolamentari climatiche

Con l’intensificarsi delle richieste regolamentari in ambito climatico, ci siamo concentrati sulla coerenza tra scenari utilizzati, metriche di rischio e documentazione destinata a revisori e autorità di vigilanza. Abbiamo affinato la nostra capacità di dialogare con funzioni compliance e risk management, integrando nel metodo controlli di qualità e tracce documentali più strutturate. Questa fase ha reso il nostro approccio più robusto rispetto alle esigenze di trasparenza e tracciabilità richieste agli investitori istituzionali.

2026

Applicazione continuativa con investitori di lungo periodo

Oggi lavoriamo con un quadro aggiornato alle principali evoluzioni sugli scenari climatici e sui percorsi di transizione, con particolare attenzione all’orizzonte di lungo periodo tipico degli investitori previdenziali e assicurativi. Il focus rimane invariato: aiutare i team a trasformare scenari complessi in discussioni pratiche su rischio, resilienza e scelte di allocazione. Continuiamo ad affinare strumenti, rappresentazioni e processi decisionali, mantenendo un dialogo costante con chi siede nei comitati e nei board responsabili delle decisioni.

I nostri principi

Mettiamo al centro rigore metodologico, trasparenza sulle ipotesi, sostenibilità credibile e responsabilità verso chi decide per il lungo periodo.

Rigore scientifico

Trattiamo gli scenari climatici come ipotesi strutturate, non come previsioni certe. Siamo espliciti su fonti, assunzioni e limiti, in modo che chi decide possa valutare consapevolmente dove il quadro è solido e dove rimane aperto. Preferiamo ammettere ciò che non sappiamo piuttosto che nascondere l’incertezza dietro numeri apparentemente precisi.

Trasparenza metodologica

Ogni passaggio, dalle ipotesi di transizione alle metriche di impatto sul portafoglio, è documentato e tracciabile. Questo permette ai comitati di spiegare le proprie scelte a stakeholder interni ed esterni, riducendo il rischio di incomprensioni. La trasparenza include anche il modo in cui aggiorniamo il quadro al variare di scenari, regolamentazione e aspettative di mercato.

Sostenibilità responsabile

Parlare di clima e allocazione non significa solo aggiungere etichette, ma considerare come le traiettorie di transizione influenzano la resilienza del portafoglio nel tempo. Mettiamo in relazione impatti climatici, profili di rischio e obiettivi di lungo periodo, così che le scelte siano coerenti con la responsabilità fiduciaria verso beneficiari e assicurati.

Responsabilità verso gli investitori

Riconosciamo che chi siede in un comitato deve rispondere delle decisioni prese oggi anche tra molti anni. Per questo lavoriamo per rendere espliciti compromessi, alternative e ragionamenti alla base delle scelte legate agli scenari climatici. Non promettiamo risultati specifici: aiutiamo a costruire processi decisionali che possano essere difesi nel tempo. Past performance doesn't guarantee future results.

Il team

Persone abituate a parlare con board, comitati investimenti e funzioni tecniche nello stesso linguaggio.

Ritratto professionale del responsabile scenari climatici

Marco Ferri

Responsabile scenari

1
Scenari e allocazione

Laurea in Economia dei mercati Università di Milano

Grande investitore previdenziale

Competenze chiave

Scenari macro-climatici
Allocazione strategica
Dialogo con comitati

Metodologie

Quadro di coerenza scenari-rendimento
Matrice transizione e rischio fisico
Analisi di sensibilità multi orizzonte

Qualifiche

Analisi del rischio climatico per istituzioni finanziarie
Gestione integrata rischio-rendimento su orizzonti lunghi

Lavora da anni sul collegamento tra scenari climatici, variabili macroeconomiche e decisioni di allocazione di lungo periodo per investitori istituzionali.

Coordina i progetti in cui scenari climatici, percorsi di transizione e vincoli regolamentari devono essere tradotti in scelte di allocazione. Ha esperienza nel dialogo con comitati investimenti, funzioni rischio e sostenibilità, con particolare attenzione alla documentazione delle ipotesi alla base delle decisioni. Supervisiona l’aggiornamento continuo del quadro metodologico rispetto alle principali fonti di scenari internazionali.

Ritratto della responsabile rischio climatico

Laura Gentili

Responsabile rischio

2
Rischio e regolamentazione

Laurea in Finanza e controllo Università di Bologna

Compagnia assicurativa italiana

Competenze chiave

Rischio climatico
Requisiti regolamentari
Policy interne

Metodologie

Mappatura rischio climatico-normativa
Quadro di coerenza per disclosure
Analisi gap tra policy e pratica

Qualifiche

Gestione del rischio climatico regolamentare
Governance e reporting di sostenibilità

Supporta funzioni rischio e compliance nel collegare metriche climatiche, requisiti di vigilanza e documentazione delle scelte di portafoglio.

Si occupa di integrare considerazioni climatiche nelle strutture di controllo del rischio e nei documenti destinati ad autorità di vigilanza, revisori e organi di governo. Lavora a stretto contatto con i team che presidiano la conformità normativa, aiutandoli a valutare coerenza, tracciabilità e robustezza delle assunzioni sottostanti gli scenari utilizzati. Cura il dialogo tra funzioni tecniche e organi decisionali.

Ritratto dell’esperto di analisi quantitativa climatica

Davide Conti

Responsabile ricerca

3
Ricerca quantitativa

Laurea in Statistica economica Università di Padova

Società di analisi dati finanziari

Competenze chiave

Analisi quantitativa
Dati climatici
Modelli macro

Metodologie

Catena dati scenari-portafoglio
Analisi di sensitività per fattori
Quadro di confronto tra percorsi

Qualifiche

Metodi quantitativi per la finanza climatica
Analisi scenari macro e settoriali

Coniuga analisi quantitativa, comprensione dei dati climatici e modellizzazione economica per supportare valutazioni di lungo periodo.

Progetta e aggiorna i collegamenti tra scenari climatici, driver macroeconomici e fattori che influenzano le diverse componenti del portafoglio. Lavora sulla qualità dei dati, sulla leggibilità delle ipotesi e sulla costruzione di analisi di sensibilità comprensibili ai decisori non tecnici. Collabora con i team per trasformare risultati numerici in narrazioni coerenti con i mandati di lungo periodo.

Ritratto della consulente di governance degli investimenti

Silvia Rinaldi

Advisor governance

4
Governance e comitati

Laurea in Giurisprudenza economica Università di Torino

Advisor per fondi pensione

Competenze chiave

Governance investimenti
Processi decisionali
Policy di investimento

Metodologie

Mappa decisionale clima-allocazione
Quadro di responsabilità e flussi
Schema di verbalizzazione comitati

Qualifiche

Governance degli investimenti di lungo periodo
Processi decisionali e risk appetite

Affianca organi di governance e comitati investimenti nel rendere discutibili e tracciabili le scelte legate agli scenari climatici.

Lavora sul modo in cui gli scenari climatici entrano nelle discussioni dei comitati, nelle policy di investimento e nei documenti rivolti agli stakeholder. Aiuta a strutturare i processi decisionali, chiarendo chi decide cosa, su quali informazioni e con quali limiti. Supporta l’allineamento tra dichiarazioni pubbliche, vincoli interni e modalità con cui vengono prese le decisioni di allocazione.

Uno sguardo dietro le quinte

Una posizione chiara sugli scenari climatici

Integrare scenari climatici in un processo di allocazione significa accettare incertezze, ma anche chiarire dove si collocano le scelte realmente strategiche.
01
Integrare scenari climatici nell’allocazione strategica significa accettare che le ipotesi tradizionali non bastano più. La domanda che affrontiamo con i team è diretta: quali traiettorie di transizione considerate plausibili e come si riflettono sui driver economici alla base del portafoglio? Il nostro compito è rendere questa conversazione concreta, misurabile e tracciabile nelle decisioni, non aggiungere un ulteriore strato di complessità astratta.
Marco Ferri

Responsabile scenari climatici e allocazione

02
Quando parliamo di scenari climatici con i responsabili rischio, la preoccupazione è chiara: come manteniamo coerenza con i requisiti regolamentari senza snaturare il profilo del portafoglio? Lavoriamo su questa tensione, collegando metriche climatiche, orizzonti temporali e vincoli normativi, in modo che il dialogo con revisori interni e funzioni di controllo parta da basi solide e documentate.
    Laura Gentili

    Responsabile rischio e regolamentazione climatica

03
Molti scenari climatici sembrano lontani dalle decisioni quotidiane di allocazione. Il nostro lavoro è accorciare questa distanza: partiamo dai percorsi di transizione, li traduciamo in variabili macro e li colleghiamo ai fattori che già guidano le scelte dei team investimento. Così la discussione su clima, crescita, inflazione e settori non rimane teorica, ma entra nelle analisi comparative tra opzioni di portafoglio.
    Davide Conti

    Responsabile ricerca e scenari macro-climatici

04
Per i comitati investimenti, la questione chiave non è avere più numeri, ma capire quali decisioni sono difendibili nel tempo. Aiutiamo i membri a distinguere tra ciò che è realmente guidato dagli scenari climatici e ciò che rimane una scelta di preferenza e mandato. Questo chiarimento, spesso, riduce conflitti interni e rende più lineare il dialogo con gli stakeholder esterni.
Silvia Rinaldi
Advisor per comitati investimenti e governance
Uno sguardo dietro le quinte

Il nostro lavoro quotidiano non è produrre grafici eleganti, ma aiutare i comitati a rispondere a domande scomode: cosa succede al portafoglio se la transizione accelera davvero, o se resta indietro troppo a lungo.

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