Contenuti informativi, non costituiscono raccomandazioni personalizzate né sollecitazione all’investimento.

Come funziona il nostro metodo

Questa pagina entra nel dettaglio del nostro modo di utilizzare scenari climatici e percorsi di transizione per supportare discussioni di allocazione di lungo periodo, senza promettere soluzioni semplici a problemi complessi.
Rappresentazione astratta di dati climatici e grafici finanziari
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Punto di partenza chiaro

Partiamo dalle decisioni di allocazione che contano davvero per la tua organizzazione e costruiamo intorno a queste un quadro di scenari climatici e percorsi di transizione coerente con gli orizzonti temporali rilevanti.
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Linguaggio condiviso

Colleghiamo le ipotesi climatiche a variabili economiche che i team già conoscono, in modo che la discussione su clima e rischio non rimanga confinata a un gruppo ristretto di specialisti.

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Risultati discutibili

Lavoriamo sulla rappresentazione dei risultati affinché possano essere discussi nei comitati senza perdere di vista ipotesi, limiti e alternative considerate nel processo.

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Tracciabilità nel tempo

Documentiamo i passaggi chiave e le scelte metodologiche, così che le decisioni possano essere spiegate nel tempo a stakeholder interni, revisori e autorità di vigilanza.

Le fasi del lavoro con gli scenari climatici

Il nostro processo si articola in fasi successive, ognuna delle quali collega scenari climatici e percorsi di transizione a elementi concreti del lavoro quotidiano di chi decide su orizzonti lunghi.

Fase 1

Analisi del contesto e delle decisioni

Iniziamo con un confronto sulle decisioni di allocazione che l’organizzazione deve prendere o rivedere, sui vincoli di mandato e sulle richieste regolamentari e di stakeholder che già incidono sul lavoro. Su questa base definiamo quali famiglie di scenari climatici e percorsi di transizione siano più pertinenti, chiarendo orizzonti temporali, variabili macroeconomiche rilevanti e livello di dettaglio necessario per supportare discussioni realistiche nei comitati.

Selezione e traduzione degli scenari

Una volta definito il perimetro, selezioniamo le fonti di scenari climatici e le trasformiamo in ipotesi economiche utilizzabili dai team interni. Questo include la traduzione di percorsi di transizione in possibili andamenti di crescita, inflazione, prezzi dell’energia e dinamiche settoriali, mantenendo traccia esplicita delle assunzioni e dei margini di incertezza riconosciuti.

Fase 2

Mappatura degli impatti sul portafoglio

Colleghiamo le ipotesi macroeconomiche derivate dagli scenari ai fattori che influenzano le diverse componenti del portafoglio, evidenziando dove le esposizioni potrebbero risultare più sensibili a specifici percorsi di transizione o a rischi fisici crescenti. Costruiamo viste sintetiche per classi di attività, regioni o settori, in modo che i team possano riconoscere rapidamente i punti di attenzione principali.

Analisi di sensibilità e robustezza

Sviluppiamo analisi di sensibilità che mostrino come cambiano le conclusioni al variare di alcune ipotesi chiave, ad esempio sulla velocità della transizione o sull’intensità di determinati impatti fisici. Questo aiuta i comitati a capire dove le decisioni sono robuste a diversi scenari e dove, invece, dipendono in modo marcato da specifiche traiettorie.

Fase 3

Supporto alle discussioni e alla documentazione

Infine lavoriamo con i team sulla restituzione dei risultati ai comitati e agli organi di governance, costruendo materiali che rendano visibili alternative, compromessi e margini di incertezza senza appesantire il confronto. Questo include schemi di sintesi, tracce per la verbalizzazione delle discussioni e suggerimenti su come integrare gli scenari climatici nelle decisioni di allocazione e nei documenti rivolti a stakeholder, revisori e autorità.

Fondamenti del nostro approccio metodologico

La nostra impostazione parte da un presupposto: scenari climatici e percorsi di transizione non sono previsioni, ma insiemi strutturati di ipotesi su come economia, politiche e tecnologia potrebbero evolvere in presenza di vincoli climatici stringenti. Li utilizziamo come cornice per rivedere i collegamenti tra driver macroeconomici, settori e componenti del portafoglio, senza promettere risultati specifici né soluzioni semplici.

Scenari climatici come insiemi di ipotesi
Consideriamo scenari climatici che descrivono possibili combinazioni di politiche, innovazione tecnologica e traiettorie delle emissioni. Il nostro interesse non è il dettaglio tecnico di ogni scenario, ma come queste ipotesi si traducono in condizioni macroeconomiche diverse, ad esempio per crescita, prezzi dell’energia o dinamiche di domanda settoriale.
Canali economici della transizione
Lavoriamo sui canali attraverso cui transizione e cambiamento climatico possono influenzare le variabili economiche rilevanti per chi decide su orizzonti lunghi. Questo include possibili cambiamenti nella produttività, nei costi di capitale, nei premi per il rischio e nelle traiettorie di domanda, con particolare attenzione a come questi effetti possono differire tra regioni e settori.
Impatto sui fattori di portafoglio

Colleghiamo le ipotesi macroeconomiche derivate dagli scenari ai fattori che influenzano le diverse componenti del portafoglio. Il focus è sui punti in cui i risultati potrebbero discostarsi in modo significativo dalle analisi tradizionali, ad esempio per esposizioni concentrate in settori sensibili alle politiche climatiche o a rischi fisici crescenti nel tempo.

Scenari come strumenti di esplorazione
Trattiamo gli scenari come strumenti per esplorare la sensibilità delle decisioni, non come ricette da applicare in modo meccanico. Questo significa costruire confronti tra percorsi alternativi, evidenziare dove le conclusioni cambiano al variare delle ipotesi e accettare che, in alcuni casi, la risposta più onesta sia riconoscere un ampio margine di incertezza.
Documentazione e coerenza esterna
Dedichiamo attenzione particolare alla coerenza tra le ipotesi utilizzate negli scenari e le esigenze di rendicontazione verso stakeholder, revisori e autorità. Documentiamo le scelte metodologiche, le fonti di dati e i limiti riconosciuti, così che chi legge possa comprendere non solo i risultati, ma anche il percorso con cui sono stati ottenuti.

Come accompagniamo i team interni

Per rendere utilizzabile il metodo, lavoriamo insieme ai team su casi, analisi e materiali che nascono direttamente dalle loro esigenze, non da esempi astratti.

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Selezione di casi vicini alla realtà

Partiamo dalle decisioni di allocazione che i team devono affrontare e dalle domande ricorrenti che emergono nei comitati quando si parla di scenari climatici. Su questa base identifichiamo uno o più casi rappresentativi, costruiti sui processi reali dell’organizzazione. Questo permette di discutere di metodo mentre si lavora su situazioni riconoscibili, invece di esempi generici poco collegati alla realtà operativa.
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Costruzione congiunta della catena di analisi

Per ogni caso selezionato, costruiamo insieme ai team una catena di collegamenti che va dagli scenari climatici alle ipotesi economiche e da queste alle componenti del portafoglio. Lavoriamo sui punti in cui il passaggio non è immediato, rendendo esplicite le scelte e i limiti dei dati. Questo processo condiviso aiuta a costruire fiducia nel quadro, pur mantenendo chiara la presenza di incertezza.
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Sperimentazione di diverse forme di sintesi

Una volta ottenuti i risultati, ci concentriamo su come presentarli in modo che possano essere discussi efficacemente in comitato. Esploriamo diverse modalità di rappresentazione, dal dettaglio tecnico per le funzioni specialistiche a schemi di sintesi per gli organi di governance, valutando insieme cosa supporta meglio il dialogo e riduce il rischio di incomprensioni.
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Integrazione nel lavoro ordinario dei team

Infine, aiutiamo i team a integrare quanto appreso nei propri processi standard, definendo quali passaggi mantenere, con quale frequenza e con quale livello di dettaglio. Non si tratta di creare un flusso parallelo, ma di inserire scenari climatici e percorsi di transizione nei momenti chiave delle decisioni di allocazione e delle revisioni di rischio già esistenti.

Come si distingue il nostro metodo

Un approccio tradizionale basato solo su metriche storiche tende a proiettare nel futuro relazioni osservate in contesti senza vincoli climatici stringenti. Il nostro metodo parte invece da scenari climatici e percorsi di transizione plausibili, traducendoli in ipotesi su crescita, inflazione e dinamiche settoriali. Questo non sostituisce le analisi storiche, ma le affianca con una prospettiva che tiene conto di cambiamenti strutturali difficilmente catturabili dai dati passati.

Molti approcci focalizzati esclusivamente su indicatori ambientali rischiano di produrre elenchi di punteggi difficili da collegare alle decisioni di allocazione. Noi integriamo informazioni climatiche con un quadro economico e di rischio più ampio, in cui gli scenari diventano parte delle ipotesi di fondo, non un’aggiunta marginale. Questo consente di discutere di clima e rischio con la stessa grammatica utilizzata per altre dimensioni rilevanti.

Gli approcci che trattano il clima come un vincolo aggiuntivo spesso generano conflitti interni tra funzioni, perché manca una mappa condivisa di come le ipotesi climatiche influenzano i driver economici. Il nostro metodo insiste su questo passaggio intermedio: rendere visibile il collegamento tra scenari, economia e portafoglio. Così i compromessi emergono con maggiore chiarezza e possono essere discussi in modo esplicito.

In alcuni casi gli scenari climatici vengono utilizzati solo per soddisfare richieste regolamentari, senza incidere realmente sulle decisioni. Il nostro approccio mira a ridurre questa distanza, costruendo processi in cui le stesse analisi che supportano la comunicazione esterna siano utili anche alle discussioni interne di allocazione. In questo modo, il lavoro svolto per adempiere agli obblighi informativi acquista valore anche per chi deve decidere.

Domande metodologiche

Come considerate gli scenari climatici

Utilizziamo scenari climatici che descrivono combinazioni plausibili di politiche, tecnologia e traiettorie delle emissioni, con orizzonti temporali coerenti con le decisioni di lungo periodo. Non li trattiamo come previsioni, ma come ipotesi organizzate utili per esplorare come potrebbero cambiare alcuni driver economici chiave.

Che ruolo hanno i dati

I dati climatici e macroeconomici utilizzati provengono da fonti riconosciute, ma possono presentare limiti in termini di granularità, copertura geografica o orizzonte temporale. Lavoriamo per ridurre incongruenze evidenti e per segnalare dove le conclusioni dipendono in modo sensibile da specifiche scelte sui dati.

Il metodo è standard o personalizzabile

Il metodo è progettato per essere adattato alle caratteristiche di ciascuna organizzazione, ma alcuni elementi ricorrenti rimangono: definizione del perimetro, collegamento tra scenari e driver economici, mappatura degli impatti potenziali e restituzione in forma discutibile dai comitati. Questi passaggi possono essere calibrati in profondità e dettaglio a seconda delle risorse disponibili.

Quali sono i principali limiti

Distinguiamo tra ciò che deriva direttamente dalle ipotesi climatiche e ciò che dipende da scelte metodologiche, come la selezione delle variabili o i livelli di aggregazione. Cerchiamo di esplicitare questi passaggi, così che i team possano valutare con consapevolezza dove i risultati sono più robusti e dove invece dipendono da opzioni alternative.

Come gestite l’incertezza

Gli scenari climatici introducono una dimensione di incertezza che si aggiunge a quella già presente nelle analisi economiche tradizionali. Per questo insistiamo su analisi di sensibilità e confronto tra percorsi alternativi, evitando di presentare un singolo risultato come se fosse l’esito atteso. Results may vary in modo significativo al variare delle ipotesi considerate.

Come si inserisce nella regolamentazione

Il nostro approccio è pensato per dialogare con i quadri regolamentari che chiedono di considerare il rischio climatico nelle decisioni, ma non sostituisce l’interpretazione specifica delle norme da parte delle funzioni competenti. Aiutiamo a costruire analisi e narrazioni coerenti, lasciando alle strutture interne il compito di valutare l’adeguatezza rispetto ai requisiti formali.

Usate modelli complessi

Non utilizziamo formule proprietarie opache. Preferiamo metodi che possano essere spiegati ai team interni, anche quando i dettagli quantitativi restano nelle mani di specialisti. Questo permette di integrare gradualmente gli scenari climatici nei processi decisionali esistenti, senza dipendere in modo esclusivo da strumenti esterni difficili da comprendere.

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